Il mio tour del Marocco: prima tappa Fez

Fez, forse sottovalutata rispetto alla più famosa e turistica Marrakech, è piena di potenzialità nascoste. L’accoglienza marocchina è come una festa: fanno di tutto per renderti felice. In realtà, a me è bastato il loro sorriso e la massima disponibilità in ogni cosa. Immancabile il tè alla menta come “cocktail” di benvenuto.

Fes è un movimento intenso e disordinato, racchiuso tra colori e spezie, tra musica e canti. E’ viva e vivace! Non sarebbe nulla senza i migliaia di artigiani sparsi per tutta la Medina. Non muoiono mai; sono sempre li a lavorare il ferro, il legno, le pelli e qualsiasi materia prima che la terra marocchina possa offrire; saranno sempre lì, curvi sul proprio mestiere.

La Medinaquesta parola, più volte sentita nominare ma senza riuscire a dare un significato che si avvicinasse il più possibile. Oggi, dopo mesi di distanza dal mio viaggio in Marocco posso definirla come una signora anziana, silenziosa e dalla calura sorprendente. E’ un mistero che non lascia trapelare nulla. Non c’è nessun segno, cartello o indicazione che possa segnalarti la strada per capire la città.

Fes è la città delle città, indifferente al mondo. Muri pieni di crepe, terrazze incurvate e vicoli sempre più stretti. Pilastri di legno e ferro tengono in piedi le abitazioni che minacciano di crollare. La caratteristica di questa città è di avere un quartiere per ogni mestiere, che prende il nome della lavorazione stessa. Questo è l’unico modo per avere un segno di riconoscimento. Non vi ritroverete mai nella stessa via per due volte. Verrete accerchiati da ragazzini sorridenti, che vi chiederanno gentilmente se siete alla ricerca di una guida; non vi lasceranno mai se non lasciate qualche monetina di mancia.

Fes è eterna, con la sua luce filtrata dalle stuoie di canna e dal profumo raffinato. Profumo proveniente dai suk, dalle panetterie che sfornano dell’ottimo pane. L’odore è sempre piacevole, e cambia lentamente secondo la natura delle merci. Cambia da strada in strada. I suoi mercati sono l’essenza della città; sembrerà di entrare in un labirinto senza uscita. Senza di loro la città sarebbe morta, o quasi.

 

 

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